🌋 Le viscere delle “mie” isole: Vulcani (Parte II)
Raccontare la vita eruttiva delle Eolie significa mettere a confronto due giganti dal carattere opposto: Vulcano, il dormiente imprevedibile, e Stromboli, l’iperattivo instancabile. Se è impossibile prevedere quando il primo tornerà alla fase eruttiva, lo stesso non può dirsi del secondo.
Ecco un viaggio nelle profondità dei due vulcani più iconici dell’arcipelago.
🆚 Due Vulcani, Due Caratteri
La differenza fondamentale tra i due vulcani sta nel loro stile eruttivo:
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Stromboli (“Iddu”): È in attività perenne. Le sue eruzioni sono continue (più volte all’ora), ma generalmente piccole, non superando le decine di metri cubi di magma. È una rarità geologica: sul pianeta esiste solo un altro vulcano con caratteristiche simili, lo Yasur alle isole Vanuatu.
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Vulcano: La sua attività è totalmente slegata da quella di Stromboli. È un vulcano più “convenzionale”, che alterna lunghi periodi di quiescenza a fasi eruttive. Desta maggiore preoccupazione perché, quando esplode, emette milioni di metri cubi di lava, con volumi comparabili a quelli dell’Etna. Non a caso, Greci e Romani collocarono qui la fucina del dio del fuoco, segno che nell’antichità la sua attività era considerata più potente di quella di Stromboli.
🌋 Vulcano: Il Gigante Imprevedibile
Vulcano passa gradualmente dalla quiete alla fase eruttiva attraverso un percorso lento e complesso, difficilissimo da prevedere.
I segnali del risveglio
Anche durante la quiescenza, l’isola è caratterizzata da forti emissioni di gas e piccoli terremoti sotterranei. Quando il vulcano si “agita”, mostra una serie di variazioni:
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Risalita del magma: Che fa crescere l’emissione di gas.
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Sismicità: La rottura della crosta terrestre crea terremoti di bassa intensità.
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Riscaldamento delle falde: L’aumento della temperatura delle falde acquifere sottostanti genera una forte sismicità.
Spesso, questo percorso “abortisce” e si esaurisce senza un’eruzione, come è successo durante la crisi importante tra il 1988 e il 1993, e come sembra essersi ripetuto nel settembre 2021.
🌋 Stromboli: Il Faro del Mediterraneo
Statisticamente, Stromboli è uno dei pochi vulcani sulla Terra in attività quasi continua.
La Struttura: Un edificio complesso
A dispetto della sua forma conica apparentemente perfetta, Stromboli è un vulcano molto complesso.
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Le dimensioni: L’edificio emerge per 920 metri sopra il livello del mare, ma la sua base sprofonda fino a circa 2000 metri sott’acqua.
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La storia: La sua evoluzione è caratterizzata dalla crescita e successiva distruzione di vari edifici vulcanici. Ogni ciclo termina con un “collasso di settore” (una voluminosa frana).
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Lo “Stromboli attuale”: L’edificio che vediamo oggi ha iniziato a costruirsi circa 5000 anni fa all’interno dell’ultima nicchia di collasso. Il suo versante attivo è la celebre Sciara del Fuoco, una depressione naturale dove lapilli e rocce infuocate rotolano fino al mare.
L’Area Craterica
I crateri sommitali si trovano a circa 750 m di quota. Immediatamente sopra si erge il Pizzo sopra la Fossa, il punto panoramico raggiunto dagli escursionisti. Da decenni si distinguono tre crateri principali (Nord-Est, Centro, Sud-Ovest), ognuno contenente diverse bocche eruttive (fino a 10 nei periodi intensi).
I Tipi di Attività
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Attività Stromboliana (Normale): Attività persistente da secoli. Consiste in piccole esplosioni separate (da un minuto a diverse ore), con lanci di frammenti di lava incandescente e cenere fino a qualche centinaio di metri di altezza. A volte si verifica lo “spattering”, un lancio quasi continuo di brandelli lavici.
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Effusioni Laviche (Colate): Avvengono irregolarmente (mediamente 1-2 volte per decennio) e spesso interrompono l’attività sommitale. Le colate possono raggiungere il mare formando delta lavici. Possono durare da pochi giorni a molti mesi (l’eruzione del 2002-2003 durò ben 206 giorni).
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I Parossismi (Il vero pericolo): Sono esplosioni improvvise e violente, molto più grandi dell’attività abituale. Lanciano bombe e blocchi di dimensioni plurimetriche nell’area sommitale (incluso il Pizzo) e possono causare incendi sulla vegetazione.
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Esempi recenti: I parossismi del 3 luglio e 28 agosto 2019. Le immagini della nube di fumo nero che inseguiva una barca a vela fecero il giro del mondo.
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❤️ Il Fascino di “Iddu”
Stromboli regala emozioni uniche via terra e via mare. Curiosamente, avvicinandosi a lui, raramente si ha il sentore di essere in pericolo. Sembra quasi che il vulcano crei sempre un pretesto, una circostanza per avvertire chi si trova nel punto sbagliato che è il momento di allontanarsi.
A protezione dei suoi abitanti fedeli e dei suoi ammiratori, “Iddu” (Lui) sembra offrire una via di fuga, permettendo di girargli le spalle quel tanto che basta per mettersi in salvo, per poi voltarsi a salutarlo un’ultima volta. Il suo modo di agire—brontolare, borbottare e tornare alla quiete—è quasi umano. Sarà per questo che esercita un fascino che pochi altri luoghi al mondo possiedono.


