🌊 Il Mare: Amplificatore dei Sentimenti

Il mare è un grande amplificatore dei sentimenti. Ho sempre sostenuto che se stai bene e vai per mare starai benissimo, ma se stai male e vai per mare starai malissimo.

Isolarsi su di una barca in mezzo a tanta acqua, dove le immagini davanti ai tuoi occhi sono ripetitive e stimolanti per la riflessione ed il pensiero, avvia immancabilmente una ricerca di te stesso o di quello che non vorresti. Lì, dove niente può distrarre il tuo stato d’animo, che può essere solo alimentato in senso positivo o negativo, inizia il viaggio e la resa dei conti. Perché in mare si diventa lo specchio di noi stessi: ti ritrovi faccia a faccia con i tuoi demoni ed è qua che li devi sconfiggere. Quando varcherai il molo del prossimo porto, sarai tu al comando della tua imbarcazione o saranno loro: non vi sarà nessun compromesso!

Navigare alle Eolie tra terre ciclopiche, vulcaniche, dalla lunga e ricca storia di popoli e di avventurieri che sono passati da qua, può aiutare a capire il mare, il posto e soprattutto noi stessi. La vita è una navigazione senza sosta, e la navigazione in queste isole siciliane può essere un concentrato di esperienze che ripetono in breve la vita di tutti noi.


📜 L’Odissea e il Mito dei Venti

Si narra che le Isole Eolie ospitarono Ulisse reduce dalla guerra di Troia. Si racconta che Eolo lo ospitò e gli donò un otre di pelle dentro la quale erano chiusi i venti contrari per la navigazione. La leggenda dice che, durante il viaggio, Ulisse fece soffiare solo il dolce Zefiro ma mentre egli dormiva, i suoi compagni, credendo che l’otre fosse piena di tesori, l’aprirono liberandone i venti che scatenarono una terribile tempesta dalla quale si salvò solo la nave di Ulisse.

“E giungemmo all’isola Eolia. Qui dimorava Eolo, caro agli dei, figlio di Ippota. L’isola errava nuotando. Un muro la cinge bronzeo; e liscia s’innalza una rupe. Dodici figli con lui nel palazzo vivevano. La casa odorosa riecheggia al suono dei flauti finchè il giorno dilegua; Poi quando licenza gli chiesi di andarmene non rifiutò, ma prese a cuore il mio viaggio; spogliò delle cuoia un bove novenne un otre ne fece, e dentro vi chiuse dei venti ululanti le vie: custode l’aveva dei venti fatto il cronide, e poteva quieti tenerli o incitarli a sua voglia. Nella concava nave con lucida fune, argentea, l’otre legò, di guisa che fuori neppure un alito uscisse; ma solo il soffio di Zefiro per me liberò che la nave benigno spingesse per noi”.


⛵ Alexandre Dumas: Un Viaggio nel 1835

Alexandre Dumas fece il suo primo viaggio in Italia nel 1835, passando da Genova, Livorno, Roma, Napoli e infine raggiungendo la Sicilia e le Eolie. Il viaggio rientrava in un progetto volto alla scoperta delle radici della cultura mediterranea. Finanziato da sottoscrittori privati (tra cui Victor Hugo), Dumas viaggiò sotto falso nome, accompagnato dall’amico Jadin, il cane Milord e, come storicamente dimostrato, dalla sua amante Ida Ferrier (stranamente mai citata nel diario).

La Speronara

Il viaggio si compie a bordo di una barca chiamata speronara: un tipo di imbarcazione lignea leggera e veloce, lunga circa 15 metri, dotata di una carena affilata che terminava con uno sperone (o tagliamare). Era attrezzata con una vela latina e quattro rematori al comando del Capitano Arena, il personaggio che ispirò il titolo originale dell’opera.

Il Diario di Bordo

  • Lunedì 6 settembre: La speronara lascia Palermo.

  • Martedì: Breve sosta ad Alicudi e arrivo a Lipari nel pomeriggio. I viaggiatori vengono accolti nel convento dei Francescani e visitano le cave di pomice.

  • Mercoledì 8 settembre: Partenza per Vulcano e ritorno a Lipari. In serata rotta verso Panarea.

  • Giovedì 9 settembre: Sosta allo scoglio di Lisca Bianca, incetta di gamberi e aragoste a Panarea, caccia ai conigli a Basiluzzo e arrivo a Stromboli per ammirare lo spettacolo pirotecnico della Sciara del Fuoco.

  • Venerdì 10 settembre: Scalata al cratere e rientro.


⚔️ L’Epoca del Bronzo: La Fine dell’Ossidiana

Dopo il periodo fiorente dello stile di Diana, in cui l’ossidiana era stata la fonte di ricchezza per l’isola, la rivoluzione conseguente all’avvento della metallotecnica comporta due fattori di impoverimento per Lipari e tutte le Eolie:

  1. Sostituzione dei materiali: L’ossidiana viene rimpiazzata dal bronzo, più facilmente lavorabile, meno fragile e non dipendente da una singola fonte.

  2. Evoluzione della marineria: Navi più moderne consentono navigazioni più lunghe, non più legate ai percorsi costieri. Le rotte commerciali non passano più obbligatoriamente per lo Stretto di Messina e le Eolie, ma aprono nuovi mercati verso Malta, Sardegna, Francia, Spagna e persino Bretagna e Cornovaglia.

“La Sicilia è il paese ricco di risorse non sfruttate e abitato dai Ciclopi selvaggi, i pericoli dello stretto sono emblematizzati nella leggenda dai due mostri Scilla e Cariddi che ne ostacolano il passaggio ai naviganti. Al di là dello Stretto sono le Planctai, le isole vaganti […]. Ma vi è anche Eolia, l’isola galleggiante circondata da un muro di bronzo nella quale regna Eolo il re giusto ed ospitale…”


🏺 I Commerci e i Tesori Sommersi

Nonostante i cambiamenti, la popolazione eoliana mantenne una posizione preminente. Sfruttando la posizione centrale e la presenza di Stromboli (definito dai Romani il “Faro del Mediterraneo”), le isole divennero snodo per il commercio dello stagno proveniente dalla Cornovaglia.

A partire dal XVI secolo a.C., si assiste a una larga diffusione di prodotti egei e allo spostamento dei villaggi verso posizioni fortificate (come il Castello di Lipari). Nella Media Età del Bronzo (1400-1300 a.C.), le usanze funebri cambiano: inumazioni rannicchiate dentro grandi vasi (pithoi), oggi conservati al Museo Archeologico di Lipari.

Gli scambi si allargano all’area italica ed egiziana: nella tomba del faraone Amenophis IV sono state trovate ceramiche identiche a quelle eoliane, così come ceramiche nuragiche sono state rinvenute nelle isole, a testimonianza dei traffici con la Sardegna. Intorno al 1250 a.C. tutto ciò si interrompe bruscamente. Delle isole Eolie non rimane altra traccia se non il ricordo persistente nel mondo greco, di cui risuona larga eco nei racconti dell’Odissea.